5num(eri)

 

5 num(Eri)

 

Narro

Scorro

su sovrapposta immagine di te

       in me impressa

Narro

d'insieme in Uno

più d'Uno su frattale

mediana virtuale

          di te in me riflessa.

E Scorro

lento nel mio

tuo percorso

frappongo in te

desiderio reale

     in me avvolto

E Narro

solcando Segni d'Aria

in miti reali di te

in vicende virtuali di te

     in percorsi reali.

Scorro

Narro

su caleidoscopio

Rincorro e Narro.

 

Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Fischiava e sbuffava le sue parole ascoltava

snodava i rimbalzi

su Paralleli Pensieri

su file operose

su schizzi di mete moltiplicate dal nulla

    e fischiava il suo Fare

corsivo e nervoso su rotaie con segni minuti.

Provava a trovare

    a cercare

    a sostare.

Sentiva il sostare

Trottava il suo Fare.

Sbuffava trottava Sbuffava

trottava Sbuffava

     fischiava.

Sbuffava Fischiava.

Gioiva il suo fare

correva correva Correva

e del tempo

su rotaie Senza Storia ascoltava.

Sbuffava trottava

Sbuffava

trottava Sbuffava

fischiava.

Sbuffava Fischiava.

Sbuffava visioni di soste

parziali Frammenti di sete

partenze Mai spese

come Echi trascorsi in Stazioni Sperate...

     Sbuffava trottava

     Sbuffava fischiava trottava Sbuffava

fischiava.

Sbuffava fischiava Fischiava

     come Echi trascorsi in Stazioni Lasciate...

 

  Fogli bianchi

Ho deciso scrivo.

              Oggi dispongo! 

E' il mio tempo.

              Segno i fogli 

              e ne conto.

S'imbratta la carta

cestino!

Scappo.

              Uso

colori estratti dalla mente

di pittore con pennello di seta.

Sui passi

             disegno la via.

La parola sconnette

cestino!

              Scorro a balzi

come secco pennino

cestino!

Cestino!

             La tela già bianca

è ricordo

è canto di schizzi

e al buio del mio sole

è il silenzio

è rimbalzo d'inchiostro.

Cestino! Cestino! Cestino!

Ammasso strappo accartoccio.

Cestino!

Voglio scrivere

ma

cestino!

             Cestino!

Cestino!

 

pensieri

Pensieri vanno

              vagano

non sono.

Pensieri rapiti incantati sconvolti.

Imparano a rapire

a incantare

a sconvolgere.

Sono senza fiato.

              Conosco(no) ... no … no!  Imparano.

Sono volti.

Sono sconosciuti

                                         e tanti

                                         tanti tanti

                                         tanti

e poi scrivono

di colori

e di fatti

di cose raccontano.

               Racconta(no) … no … no! Scrivono.

Sono mani di capelli

di baci.

Sono gocce di mare...

per lampade e pesci.

              Racconta(no) ... no … no! Segnano.

Segno da altri lasciati.

Sorrisi

illusioni e tristezze

severi giudizi di sé.

              Urla(no) ... no …  no! Fuggono

alla vita passata

alle nuvole sparse addensate

e poi sorrisi

e poi gioie

e poi lunghi silenzi.

             Oggi Venere è  apparsa.

Chi dici di essere?

Chi sei veramente?

             Chi sei?

Espero o Fosforo?

Chi non potresti mai essere?

             Chi?

             Non sei tu.

Tu vaghi !

 

Rex Arturus

Tu Mito di un et(nos)

(Et)nos di parola di pizia

di sfinge avvilita.

Tu su mesto caprone

    assapori la vita.

 Tu peccato d'uomo

di donna

frutto e Legge.

Tu Saturnia di ferita inferta

in Cosmogonia di radici antiche.

Tu vento acceso del Nord

in desiderio di Re.

Tu Ofione su Eurinome danzante

tra cielo e mare.

Tu su mesto caprone

veneri l'Albero e agiti il segno

     sin dalle tue senza radici.

Tu stregato dal Mito di un etnos

parola di pizia trainato da sfinge avvilita

su mesto caprone.

Tu  assapori la vita.

Tu peccato per uomo e per donna

Tu Legge.

Tu Saturnia ferita inferta col fuoco

Tu Cosmogonia d'antiche radici.

Tu stregato Vento del Nord

     in acceso desiderio di Ofione.

     Tu su Eurinome danzante che smuovi

     Tu gesto nel cielo e nel mare.

     Tu veneri l'Albero

     Tu agiti il segno e sei illusione di noce.

          Tu sei senza radici.